Sharebot Napoli press Bnc Aerospace Via Padula 52 Brusciano (NA)

SHAREBOT NAPOLI CENTRO DI SUPPORTO VIA PADULA 52/A BRUSCIANO (NA)

STAMPANTI 3D TECNOLOGIA FFF

SHAREBOT 42

 

 

IL PIATTO DI STAMPA REGOLAZIONE

 

Come funziona

 

Il probe nel processo di stampa standard di Sharebot 42 effettua un test di livellamento del piano

per controllare che la distanza tra l’estrusore e il piatto sia costante in ogni punto.

Il posizionamento del piano alla distanza minima rilevata dal Probe e’ definita posizione HOME Z alta.

 

Autoregolazione

 

La procedura viene eseguita prima di ogni processo di stampa ed e’ basata sulla lettura

della distanza fatta dal Probe. La lettura imposta una regolazione automatica della posizione

sull’asse Z del piano, compensando eventuali abbassamenti.

Questa procedura evita qualsiasi intervento manuale di calibrazione da parte dell’operatore.

 

Inclinazione del piano e sistema di compensazione.

 

Se il piano di stampa si inclina dopo un utilizzo intensivo della macchina ovvero non e’ piu’

equidistante in ogni suo punto dall’estrusore, viene attivato un sistema

di compensazione costante che regola la posizione del piano (asse Z)

durante tutto il processo di stampa, ad ogni livello di lavorazione.

Il sistema di compensazione e’ basato sulla lettura su piu’ punti del piano effettua ad

inizio lavorazione dal Probe. L’effetto visibile della compensazione e’ un movimento

del piano di stampa sull’asse Z (rotazione della vite senza fine centrale)

durante il movimento del corpo estrusore nelle direzioni X e Y.

 

 

Configurazione di Sharebox3D

 

Per utilizzare la gestione da remoto e’ necessario configurare la stampante in rete seguendo le istruzioni

presenti nel Manuale di Sharebot 42

 

Una volta configurata, dal proprio device (smartphone, tablet o pc)

si accedera’ all’interfaccia di gestione della stampante.

 

Sharebox3D e’ dotata di un sistema ad accesso protetto tramite login e password:

le credenziali sono state preimpostate dai nostri tecnici ed e’ possibile cambiarle una volta

effettuato il primo accesso

Username: admin

Password: Sharebot (con la S maiuscola)

 

All’interno di Sharebox3D e’ possibile trovare:

Dashboard, per il monitoraggio dei parametri e del processo di stampa tramite webcam,

File Manager, per il caricamento dei file Gcode e il lancio del processo di stampa.

Notification, un sistema di notifiche via email con cui l’utente viene informato

riguardo il funzionamento della stampante.

Wifi configuration, dotandosi di chiavetta WIFI (compatibili: Realtek RTL8188EU o Realtek RTL8192CU)

E’ possibile utilizzare la stampante con connessione wireless.

 

Sharebox42

 

 

UGELLI INTERCAMBIABILI

 

Funzionalita’

 

Sharebot 42 puo’ utilizzare ugelli di diverso diametro (0.4 montato di serie e 0.8) intercambiabili tra loro.

 

Sostituzione

 

ATTENZIONE : SOSTITUENDO L’UGELLO SI MODIFICA INEVITABILMENTE LA DISTANZA PROBE-UGELLO ED QUINDI CONSIGLIABILE AUMENTARE L’OFFSET PROBE DAL MENU’ PER EVITARE DANNI E TOGLIERE IL PIANO MAGNETICO.

 

L’ugello va sostituito senza il filo al suo interno e da freddo.

Per rimuovere l’ugello pre-assemblato, utilizzare la chiave in dotazione, svitando in senso antiorario.

Utilizzare una chiave da 17mm per bloccare la parte riscaldante in ottone (posta immediatamente sopra all’ugello) in modo che non vada a toccare i cavi presenti.

A questo e’ possibile montare il nuovo ugello, sempre facendo attenzione a non toccare i cavi, tenendo fissata la parte in ottone.

Si consiglia di utilizzare come riferimento il logo Sharebot: esso dovra’ sempre essere sulla destra.

Prima di avviare il successivo processo di stampa, si consiglia di aumentare l’offset probe di almeno +0.5.

SHAREBOT Q

RIMUOVERE L’IMBALLAGGIO DI SHAREBOT Q

 

Sharebot Q viene spedita all’interno di una cassa su bancale pertanto si consiglia la massima attenzione e cura nelle operazioni di scarico e rimozione dell’imballo.

Smontare la cassa in legno e rimuovere le protezioni interne.

Aprire le ante superiori e posteriori e rimuovere gli imballi interni, sbloccando l’estrusore e inserendo la presa di corrente del piatto di stampa.

NB
Si consiglia di non buttare l’imballo originale: potrebbe essere riutilizzato per future spedizioni.

 

 

INSTALLAZIONE ED AVVIO DELLA STAMPA

 

Una volta rimosso l’imballaggio di Sharebot Q si puo’ procedere all’installazione della stampante.

Materiale di stampa

Sharebot Q e’ dotata di un sistema porta-bobine integrato che permette un duplice alloggiamento per il materiale di stampa: il primo e’ posto esteriormente alla stampante, situato sul lato sinistro della stessa (guardando frontalmente la macchina), compatibile con bobine da 750g; il secondo invece e’ posizionato nel vano inferiore della stampante, sempre sul lato sinistro, compatibile anche con le speciali bobine di PLA-S Sharebot da 2.2kg.

Caricamento bobina inferiore

Per caricare la bobina inferiore e’ necessario, avviando un cambio filamento attraverso il touch screen di Sharebot Q, inserire il filamento all’interno della guida (la cui estremita’ in corrispondenza dell’estrusore va rimossa dal suo alloggiamento) in teflon che dal vano porta il materiale all’interno dell’estrusore.

Si consiglia di aiutare il trascinamento del filamento continuando a spingere il filamento all’interno della guida fino a che non si vedra’ l’estremita’ dello stesso fuoriuscire dall’estremita’ della guida. Inserire il filamento dell’estrusore, seguendo le indicazioni presenti sul display e inserire la guida all’interno del suo alloggiamento.

Questa operazione viene facilitata dal sistema a doppio trascinamento di materiale della stampante.

Caricamento bobina superiore

Per caricare la bobina superiore e’ necessario, sempre selezionando l’opzione “cambio filamento” dal menu’ tramite touch screen, rimuovere la guida in teflon e inserire il filamento all’interno dello spintore (posto in prossimita’ della bobina), assicurandosi, come nel caso precedente, che esso fuoriesca dalla guida (rimossa dal proprio alloggiamento).

A questo punto seguire le istruzioni fornite dal display, caricare il filamento nell’estrusore e richiudere la guida.

Avvio della stampa

Per avviare la stampa l’utente puo’ scegliere il file sia attraverso una chiavetta USB oppure attraverso la memoria interna della stampante.

  • Per la stampa tramite USB:
  • Inserire la chiavetta
  • Accedere al menu’ tramite l’icona con logo Sharebot
  • Selezionare l’icona Sharebot Q
  • File from USB Key

Si accede alla lista di file caricati, quindi selezionare il file preferito.

La sezione del menu “File from Memory” e’ dedicata ai file caricati tramite la gestione da remoto di Sharebot Q (v. sezione).

 

 

IL PIANO DI STAMPA : AUTOREGOLAZIONE

 

Come funziona

Il probe nel processo di stampa standard di Sharebot Q effettua un test di livellamento del piano per controllare che la distanza tra l’estrusore e il piatto sia costante in ogni punto. Il posizionamento del piano alla distanza minima rilevata dal Probe e’ definita posizione HOME Z alta.

Autoregolazione

La procedura viene eseguita prima di ogni processo di stampa ed e’ basata sulla lettura della distanza fatta dal Probe. La lettura imposta una regolazione automatica della posizione sull’asse Z del piano, compensando eventuali abbassamenti. Questa procedura evita qualsiasi intervento manuale di calibrazione da parte dell’operatore.

Inclinazione del piano e sistema di compensazione.

Se il piano di stampa si inclina dopo un utilizzo intensivo della macchina, ovvero non e’ piu’ equidistante in ogni suo punto dall’estrusore, viene attivato un sistema di compensazione costante che regola la posizione del piano (asse Z) durante tutto il processo di stampa, ad ogni livello di lavorazione.

Il sistema di compensazione e’ basato sulla lettura su piu’ punti del piano effettua ad inizio lavorazione dal Probe. L’effetto visibile della compensazione e’ un movimento del piano di stampa sull’asse Z durante il movimento del corpo estrusore nelle direzioni X e Y.

 

 

 

EASY DETACH SYSTEM

 

 

Per un corretto utilizzo del piano magnetico“Easy Detach System”, si consiglia di aspettare che la temperatura del piano di stampa scenda sotto i 30 gradi prima di rimuovere Easy Detach System dalla stampante ed il modello dal piano.

 

 

Sostituzione

Come il sistema di ugelli intercambiabili, anche il piano magnetico Easy Detach puo’ essere sostituito sia per usura sia per stampare materiali differenti. In caso di sostituzione e’ necessario seguire questa procedura:

  • Misura con un calibro lo spessore del piano magnetico in uso.
  • Misura con un calibro lo spessore del nuovo piano magnetico.
  • Se il nuovo piano ha spessore diverso calcola la differenza
  • Seleziona il menu’ impostazioni (rappresentato da un ingranaggio), scorri in basso con la freccia e seleziona “configuration”; seleziona ora “offset probe”
  • Inserisci il valore calcolato maggiorato di un margine di sicurezza di 0.2mm
  • Lancia una stampa di prova e verifica la deposizione di materiale durante il primo layer
  • Se necessario ottimizza il valore di “offset probe” aggiungendo o diminuendo il valore di massimo 0.1mm alla volta.

 

Configurazione di Sharebox3D

 

Per utilizzare la gestione da remoto e’ necessario configurare la stampante in rete. Una volta configurata, dal proprio device (smartphone, tablet o pc) si accedera’ all’interfaccia di gestione della stampante. Sharebox3D e’ dotata di un sistema ad accesso protetto tramite login e password: le credenziali sono state preimpostate dai nostri tecnici ed e’ possibile cambiarle una volta effettuato il primo accesso

Username: admin
Password: Sharebot (con la S maiuscola)

All’interno di Sharebox3D e’ possibile trovare:

  • Dashboard, per il monitoraggio dei parametri e del processo di stampa tramite webcam,
  • File Manager, per il caricamento dei file Gcode e il lancio del processo di stampa.
  • Notification, notifiche via email con cui l’utente viene informato riguardo il funzionamento della stampante.
  • Wifi configuration, dotandosi di chiavetta WIFI (compatibili: Realtek RTL8188EU o Realtek RTL8192CU) e’ possibile utilizzare la stampante con connessione wireless.

 

UGELLI INTERCAMBIABILI

 

Funzionalita’

Sharebot Q puo’ utilizzare ugelli di diverso diametro (0.4 montato di serie e 0.8) intercambiabili tra loro.

Sostituzione

ATTENZIONE : SOSTITUENDO L’UGELLO SI MODIFICA INEVITABILMENTE LA DISTANZA PROBE-UGELLO ED QUINDI CONSIGLIABILE AUMENTARE L’OFFSET PROBE DAL MENU’ PER EVITARE DANNI E TOGLIERE IL PIANO MAGNETICO.

L’ugello va sostituito senza il filo al suo interno e da freddo.

Per rimuovere l’ugello pre-assemblato, utilizzare la chiave in dotazione, svitando in senso antiorario. Utilizzare una chiave da 17mm per bloccare la parte riscaldante in ottone (posta immediatamente sopra all’ugello) in modo che non vada a toccare i cavi presenti.

A questo e’ possibile montare il nuovo ugello, sempre facendo attenzione a non toccare i cavi, tenendo fissata la parte in ottone. Si consiglia di utilizzare come riferimento il logo Sharebot: esso dovra’ sempre essere sulla destra.

Prima di avviare il successivo processo di stampa, si consiglia di aumentare l’offset probe di almeno +0.5.

RISOLUZIONE PROBLEMI & SUPPORT TIP&TRICKS

IMPOSSIBILE CARICARE IL FILAMENTO NELL'ESTRUSORE

Eliminare gli ultimi 2-3cm del filamento.

Tagliare il filamento con un angolo a punta, questo contribuira’ a facilitarne il caricamento.

E’ importante che il filamento non presenti curve o grovigli.

Scegliere dal menu’ utility la voce “carica filamento”.

Controllare il pannello lcd e quando indicato, spingere leggermente il filamento nell’estrusore.

Afferrate il filamento e spingetelo nel foro superiore dell’estrusore.

Assicurarsi di aver inserito il filamento dritto nell’estrusore, non in diagonale.

Dopo di che si sente (afferrando leggermente con due dita il filamento) che il motore sta trascinando

il filamento, continuare a mantenere una leggera pressione sul filamento per altri cinque secondi, poi

allentare un po’ la presa e sentirete se il filamento scivola dalle dita e verificare che un sottile filo esca da

sotto l’estrusore.

IL FILO è BLOCCATO ALL'INTERNO DELLA RUOTA DENTATA DELL'ESTRUSORE

Per liberare il filamento occorre svitare le 4 viti laterali (quelle con le molle)

rimuovere la placca con il relativo cuscinetto per poter avere agio e accesso alla ruota dentata;

a questo punto procedere togliendo eventuali residui di filamento che

ostruiscono l’ingresso dell’ugello o bloccano la ruota stessa.

Successivamente, quando si esegue il cambio del filamento, “aiutare” il filamento spingendolo delicatamente

per i primi centimetri di estrusione.

COME REGOLARE LE MOLLE DELL'ESTRUSORE

Sul display bisogna selezionare l’opzione “cambia filamento” dal menu della stampante.

Aspettare che la macchina termini il ciclo di espulsione e, una volta terminato, inserire il filo.

Durante il caricamento provate a bloccare il filo con le dita;

se questo dovesse causare uno “slittamento” della puleggia sul filamento,

le molle vanno strette fino ad avere una presa tale da far saltare passi al motore

(dovreste sentire un rumore metallico simile a un tak tak).

Le molle non vanno strette eccessivamente per evitare che il motore sia troppo sotto sforzo

e di conseguenza perda passi.

 

OTTENERE UNA QUALITA' COSTANTE DELL'OGGETTO STAMPATO

I motivi che determinano una certa incostanza nella qualita’ dei perimetri durante la stampa sono sia di tipo meccanico, sia fisico.

Se la stampante lavora a velocita’ troppo elevate, la meccanica potrebbe avere delle vibrazioni che

portano il piano di stampa a oscillare rispetto alla testina dell’estrusore creando punti di compressione e

altri di scollamento.

In questo caso si notano delle onde o comunque dei difetti nei pattern.

La gestione della velocita’ e’ fondamentale per controllate la qualita’.

Se i difetti sono invece simili a strati “rarefatti”, e’ probabile che il filamento faccia fatica ad essere

trascinato all’interno dell’estrusore.

Verificate che non ci siano ostacoli o che il percorso non sia troppo tortuoso e, soprattutto, che non si

formino riccioli nel filamento prima di entrare nell’estrusore.

Un caso simile puo’ derivare dalla non uniformita’ del diametro del filamento

apportando quantita’ diverse di materiale rispetto a quanto previsto dal software e dal firmware.

In questo caso non c’e’ una “cura”, se non la sostituzione della bobina con una di migliore qualita’.

Un ultimo motivo di difettosita’, di natura fisica, riguarda la temperatura di estrusione non adatta alla

velocita’ e al materiale.

La temperatura di estrusione varia innanzitutto a seconda del materiale, ma non va dimenticato che anche la

velocita’ di stampa richiede un aggiustamento: stampe fatte lentamente possono essere fatte con

temperature piu’ basse, mentre stampe ad elevata velocita’ possono richiedere anche diversi gradi in piu’

rispetto alla temperatura tipica.

Attenzione pero’ a non esagerare e al fatto che ad elevate temperature aumenta molto il fenomeno della

colatura per gravita’.

DURANTE LA STAMPA,ALCUNI BORDI VENGONO DEFORMATI E SOLLEVATI,URTANDO L'UGELLO

Il fenomeno dell’inarcamento dei bordi si verifica sostanzialmente nei modelli che hanno forme a sbalzo che

rapidamente si espandono verso l’esterno, raggiungendo o superando i 45% di inclinazione.

In pratica i perimetri sono uno rispetto all’altro molto spostati, con il perimetro esterno che tocca solo

marginalmente quello sottostante.

In questo modo mentre il materiale si raffredda si crea una tensione che, quando ripassa l’estrusore, porta

il tutto a inarcarsi.

Le soluzioni sono:

– una ventilazione forzata maggiore (ad esempio accendere la ventola se non era attiva o metterla al massimo se era al 50%),

– la diminuzione dell’altezza dei layer per avere – per quanto possibile – una maggiore sovrapposizione fra

uno strato e il successivo

– la diminuzione della temperatura di estrusione

– il rallentamento nella velocita’ di stampa per dare tempo al layer sottostante di raffreddarsi

– usare piu’ perimetri per le pareti, cosi’ da avere piu’ materiale e spessore come parete che,

conseguentemente, diventa meno deformabile.

RIDURRE I TEMPI DI STAMPA

I parametri che entrano in gioco per determinare in quanto tempo un pezzo viene stampato sono

sostanzialmente tre:

– Altezza dei layer

– Numero dei perimetri

– Percentuale di riempimento

– Feedrate % (velocita’ di stampa)

 

L’altezza dei layer di stampa, tipicamente fra 0.12 fino a 0.22 millimetri, non modificano la quantita’ di

materiale che andra’ a formare il pezzo finito, ma modificano la modalita’

con cui questo materiale viene steso.

Piu’ sottile e’ il layer e maggiore sara’ il numero di layer richiesti,

con conseguente aumento del tempo di stampa.

Lo spessore del layer influenza la risoluzione delle curve sull’asse Z.

Il numero di perimetri ha un impatto diretto su quanto l’oggetto risulta robusto e “massiccio”.

Un solo perimetro e’ al limite della flessibilita’, mentre gia’ da 2 perimetri si ha un irrigidimento.

Andare oltre i 4 perimetri puo’ diventare eccessivo, oppure puo’ essere una soluzione per non

utilizzare del tutto il riempimento, lasciando che siano le pareti a sostenersi da sole.

Ovviamente non ci devono essere superfici orizzontali che necessitano di un appoggio

(motivo per cui si fa il riempimento) in quanto posizionate sopra il piano di partenza.

La percentuale di riempimento va scelta in base alle esigenze di robustezza del modello:

se il fill ha la funzione di dare un appoggio a parti orizzontali nello sviluppo del pezzo,

basta il 10/20% al massimo; se si vuole dare una certa robustezza al pezzo, gia’ il 30/40%

e’ adeguato, mentre il 100% puo’ essere adottato nei rari casi in cui un pezzo di piccole

dimensioni deve avere la massima robustezza (ad esempio un ingranaggio).

A parita’ di modello, una stampa veloce si ottiene con uno o due perimetri, il 15% di fill e layer da 0.2mm.

Lo stesso modello si puo’ irrobustire se necessario solo aumentando il numero di perimetri.

Lo spessore dei layer e’ comunque il parametro con l’impatto maggiore sul tempo di stampa

e va quindi scelto con cura.

ELIMINARE GOCCIOLINE DI MATERIALE CHE ROVINANO LA FINITURA DELL'OGGETTO

I motivi che possono causare dei punti in cui il modello accumula piu’ materiale del dovuto,

creando appunto delle goccioline, sono anche in questo caso diversi.

a) temperatura troppo elevata per la velocita’ di stampa

b) impostazioni di slicing migliorabili

c) filamento di diametro non uniforme

Nel primo caso, il materiale tende a colare dalla punta dell’estrusore in punti quali il cambio di layer o il

passaggio da un perimetro all’altro.

Riducendo la temperatura si aumenta la viscosita’ del materiale che a questo punto dovrebbe essere meno

soggetto al fenomeno che in lingua inglese viene definito “oozing” (colatura).

Se il materiale in eccesso si accumula formando una riga verticale, si puo’ intervenire sui parametri di

slicing impostando nella pagina di

“Layers and perimeters” di Print settings il parametro “Randomize starting points”.

Questo fa cominciare in punti diversi ciascun perimetro evitando

che si formi una specie di cicatrice sul pezzo.

In alternativa si puo’ utilizzare il parametro “Avoid crossing perimeters” che modifica il percorso di stampa

di ciascun layer per mantenere il piu’ possibile l’estrusore all’interno dei perimetri

evitando che eventuali colature si attacchino alle pareti esterne.

Quando il filamento non ha un diametro uniforme

i calcoli fatti per estrudere la giusta quantita’ di materiale non sono piu’ validi e questo potrebbe causare

non solo la deposizione non omogenea degli strati, ma anche degli eccessi e delle colature.

Al proposito, e’ molto importante utilizzare solo materiale di comprovata qualita’ e uniformita’,

evitando di caricare l’estrusione con filamenti privi delle adeguate specifiche o visibilmente non omogenei

EVITARE IL DISTACCAMENTO DEL PEZZO DAL PIATTO DURANTE LA STAMPA

I motivi che causano questo problema sono principalmente tre:

a) Scarsa adesione del primo strato per parametri errati

b) Taratura del piatto non corretta

c) Trattamento del piano in vetro ormai esaurito

 

A questi si aggiunge il tema della temperatura nel caso di stampa con ABS e piatto riscaldato.

 

Ecco, con ordine, le soluzioni:

 

– Quando si imposta un profilo di slicing, e’ importante innanzitutto impostare lo spessore del primo strato al

200% per consentire alla stampante di creare il primo strato con una certa abbondanza di materiale.

Nel caso la superficie di appoggio sia molto ridotta rispetto alle dimensioni complessive dell’oggetto, si

devono utilizzare gli accorgimenti che aumentano la superficie di appoggio sul piano di stampa e il primo

strato, ovvero RAFT o BRIM. Se anche con questi accorgimenti il pezzo tende a staccarsi, valutare la

prossima soluzione.

 

 

– Se la distanza dell’estrusore dal piatto di stampa varia, anche di pochi decimi di millimetro, fra un punto e

l’altro del piatto, quando viene creato il primo strato e’ possibile che in alcuni punti il filamento estruso sia

solo appoggiato e non “spalmato” sul piano stesso. Questo non permette al materiale di aderire con una certa

tenacia al piano e quindi il distacco e’ molto probabile. Verificate che lo spessore del primo strato sia il piu’

omogeneo possibile e controllate che sia anche ben “spalmato”. Diversamente agite sulle quattro viti a

brugola per riportare le distanze a quelle previste dal processo di taratura.

 

 

– Perche’ il materiale del filamento possa aderire al piano in vetro fornito con la stampante, ci deve essere

una pellicola di lacca in buono stato. Ad ogni stampa, un po’ del materiale viene asportato assieme alla

stampa e quindi se si ripete una stampa piu’ volte, in breve tempo la lacca viene asportata proprio dove il

pezzo dovrebbe aderire. Allo stesso modo, se avete stampato parecchio e alcune zone sono rimaste povere di

lacca, e’ probabile che in quei punti il distacco sia in agguato. Periodicamente ripulite il piatto lavandolo con

acqua tiepida e spruzzate un nuovo strato cercando di farlo il piu’ omogeneo e regolare possibile. Ovviamente

non dovete spruzzare troppo materiale e due o tre passate veloci sono solitamente sufficienti.

 

Nel caso stiate utilizzando l’ABS con il piatto riscaldato, la situazione puo’ dipendere ancora da uno strato di

lacca consumato, ma anche da un pezzo che per la sua forma e’ soggetto a un elevato stress da ritrazione

durante il raffreddamento e per questo richiede una temperatura del piatto più elevata, sempre che questo

basti.

 

 

Se il pezzo ha delle parti lunghe e sottili, con pareti da tre o piu’ perimetri e con una certa abbondanza di fill,

solo con una temperatura oltre gli 80 gradi e uno strato di lacca appena steso si puo’ sperare di mantenere il

pezzo senza deformazioni. Una potenziale soluzione puo’ anche essere quella di rallentare molto la stampa

dei primi cinque o sei millimetri per diminuire lo stress termico e permettere al piatto riscaldato di fare il

suo lavoro.

 

Evitate di avere correnti d’aria che investono questi modelli in ABS durante la stampa e anzi cercate di

mantenere la stampante in un ambiente caldo

LA STAMPA NON HA UN FLUSSO OMOGENEO E SI SENTONO DEI COLPETTI DAL MOTORE DELL'ESTRUSORE

Il sistema di estrusione utilizzato non ha alcun meccanismo di demoltiplica e quindi il motore deve esercitare

una forza significativa per spingere il filamento nel percorso che lo porta fino alla parte riscaldata, dove si

fonde e viene estruso dalla punta grazie alla pressione del filamento ancora solido che lo segue. Se la

temperatura non e’ tale da portare il materiale ad una fluidita’ sufficiente, oppure la distanza dell’estrusore

dal piano di stampa e’ talmente ridotta da impedire di fatto l’uscita della termoplastica dall’ugello, la

pressione che dovrebbe essere applicata al filamento solido per farlo comunque fuoriuscire dall’ugello e’ piu’

di quanto il motore riesca ad esercitare e per questo salta dei passi di rotazione. La situazione potrebbe

anche portare alla creazione di un dente nel filamento se questo e’ morbido, peggiorando ulteriormente la

situazione in quanto non verrebbe piu’ applicata alcuna spinta al filamento.

 

Le soluzioni pratiche sono diverse: e’ innanzitutto necessario verificare che l’ugello non sia a contatto con il

piano di stampa (intervenire o sulla taratura dell’asse Z o sulle quattro viti che allineano il piano di stampa).

 

La seconda verifica riguarda la temperatura di stampa che potete controllare sollevando via software

l’ugello dal piano di stampa (dovete abbassare il piano), quindi con l’ugello a un paio di centimetri e ben in

vista lo riscaldate fino alla temperatura desiderata, quindi fate avanzare il filamento per alcuni centimetri.

 

In questa fase, e’ molto importante impostare la velocita’ di avanzamento del filo ad un valore ragionevole

(80/150 mm/min) per simulare le condizioni di stampa. Estrudete tra 20 e 40 mm alla volta e controllate se

l’estrusione avviene in modo continuo, omogeneo e senza salti. Quando il materiale esce dall’ugello, dovrebbe

essere visibilmente fluido e creare una specie di ciambella omogenea.

temp

Se gia’ con queste impostazioni il materiale fatica a

uscire, c’e’ un problema di temperatura,

probabilmente troppo bassa. Potrebbe anche esserci

un problema di diametro del filamento eccessivo,

oppure potreste aver stampato con del materiale che

richiede una temperatura piu’ elevata e i suoi residui

all’interno dell’ugello creano il problema.

 

Aumentate la temperatura di 2 gradi alla volta, attendete 5 secondi e osservate quando sulla punta

dell’estrusore inizia a vedersi del materiale che fuoriesce spontaneamente. Tornate indietro di qualche

grado e date nuovamente il comando di estrusione cercando di ottenere una ciambella che cresce in modo

omogeneo e con un diametro di non pu’ù di 1 cm. All’inizio il flusso sara’ piu’ liquido per poi stabilizzarsi

anche con estrusioni ripetute in sequenza. Prendete nota della temperatura perche’ e’ quella ottimale per il

materiale utilizzato.

 

 

Con questa nuova impostazione, non dovreste piu’ avere il problema dei salti del motore dell’estrusore

dando per scontato che abbiate anche modificato la regolazione del piatto nel caso questo occludesse

l’estrusione del primo layer di stampa.

 

Se neppure con questi accorgimenti ottenete un trascinamento del filamento senza salti allora potreste aver

un problema su come e’ posizionato il blocchetto che fissa il cuscinetto rispetto alla puleggia del motore.

Osservate la parte dove viene inserito il filamento, se e’ composta da un blocchetto lamellare fissato al corpo

del motore tramite due viti a brugola, il blocchetto ha il cuscinetto a sfere fissato su una delle sue lamelle e

quindi spostando il blocchetto si puo’ aumentare o diminuire lo spazio che c’e’ fra il cuscinetto e la puleggia

sull’albero del motore.

Se il materiale che state estrudendo e’ molto rigido e ha un diametro abbondante rispetto allo spazio

disponibile, potrebbe opporre molta resistenza al suo trascinamento. Come ultima opzione potete variare

questa regolazione – fatta in fabbrica secondo gli standard dei materiali supportati – allentando entrambe le

viti (ATTENZIONE! non svitandole, ma solo allentandole) e facendo pressione con le dita per spostare

orizzontalmente tutte le lamelle e in modo solidale in una direzione opposta al pignone per allargare lo spazio

fra cuscinetto e pignone stesso. Serrate nuovamente le viti e fate le prove sopra indicate.

 

Se invece il blocco estrusore e’ in PVC nero, potete intervenire sul blocchetto laterale su cui e’ fissata la

puleggia. Noterete che e’ fissato con 4 viti a brugola dotate di molle: intervenendo sul serraggio delle 4 viti

potete aumentare o diminuire la presa della puleggia sul filamento. In fabbrica il serraggio e’ ottimizzato per

mordere tutti i filamenti da noi testati.

 

 

In generale, il filamento deve poter essere spinto manualmente nell’estrusore senza dover esercitare una

forza eccessiva, ma allo stesso modo non deve scorrere con troppa facilita’.

In entrambi i casi il motore non deve essere alimentato, altrimenti il pignone sarebbe bloccato e il filamento

non potrebbe assolutamente scorrere.

COME POSSO LIBERARE L'UGELLO QUANDO E' INTASATO

Per prima cosa, nel caso non lo si abbia a disposizione, e’ necessario procurarsi uno SBLOCCA-UGELLO

 

tiranervi035

 

A questo punto facciamo partire un “Cambio Filamento” dal menu’ della nostra stampante 3D Sharebot.

Una volta terminato il primo ciclo, ovvero quando la stampante emettera’ un suono (simpatico, ma un po’

insistente e noioso), e’ necessario inserire l’ago all’interno dell’ugello facendolo ruotare fino a quando non

vedremo uscire del materiale di stampa.

fig-1 fig-3

 

Conclusa la procedura e’ possibile estrarre l’ago e far uscire le impurita’ che ostruivano l’ugello e impedivano la stampa.

 

 

fig-4

HO L'ESTRUSORE BLOCCATO,COME POSSO FARE PER LIBERARLO?

La prima cosa da fare e’ controllare che il filamento non si sia bloccato o avvolto intorno all’ingranaggio di spinta.

Per liberare il filamento occorre svitare le 4 viti laterali (in corrispondenza delle molle) del blocco spintore: rimuovere la placca con il relativo cuscinetto per poter avere accesso alla ruota dentata e poter intervenire su essa.

A questo punto occorre procedere e togliere eventuali residui di filamento che ostruiscono l’ingresso dell’ugello o bloccano la ruota stessa.

Successivamente, quando si esegue il cambio del filamento, e’ necessario “aiutare” il filamento spingendolo delicatamente per i primi centimetri di estrusione fino a quando non vediamo fuoriuscire dall’estrusore il filamento fuso.

Per fare questa operazione sara’ necessario regolare le molle del blocco spintore. Per farlo occorre selezionare l’opzione “cambia filamento” dal menu della stampante attraverso il display. Quindi attendere che la macchina termini il ciclo di espulsione e, una volta finito, inserire il filo: durante la carica bisogna bloccarlo con le dita.

Se questo dovesse causare uno “slittamento” del motore non trascinando piu’ il filamento, le molle vanno strette fino ad avere una presa tale da farlo saltare (dovreste sentire un rumore metallico).

COME CORREGGERE LA GEOMETRIA DEGLI ASSI X e Y

Per correggere la geometria degli assi X e Y e’ necessario stampare il file test_cerchi che e’ possibile installare cliccando qui.

Per comprendere meglio il file, sono allegati un’immagine e un diagramma da usare come esempio:

image-4

image-5

 

Immagine 1 (a sinistra): il diagramma indica i valori di correzione offset di test sui 2 assi X e asse Y

Immagine 2 (a destra): indica i punti di valutazione della stampa ottenuto con il gcode test_cerchi

L’immagine 2 e’ un esempio di come leggere la stampa del test_cerchi.

Analizzando la prima fila (quella delle X) bisogna scegliere il cerchio migliore: per farlo e’ necessario prendere in considerazione le aree nei rettangoli.

Scegliamo quello migliore ed annotiamo il valore della correzione come si puo’ vedere nell’immagine 1. In questo esempio e’ da annotare il valore X=0,1

Ora bisogna applicare lo stesso metodo per l’asse delle Y, valutando le aree nei rettangoli e scegliendo il cerchio migliore.In questo caso quello da scegliere e’ il cerchio 3, quindi sara’ da annotare il valore 0,3.

A questo punto i risultati vanno combinati con la stringa: M99 X0.1 Y0.3 che, inserita nello start Gcode del nostro programma di slicing preferito, da quel momento correggera’ sempre la geometria sulle stampe che andremo ad effettuare

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